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Avete mai letto nell’interlinea di un libro?
Iniziamo dal titolo, "libri e
notizie interlinea". È già tutto qui, in queste tre parole, senza artifici
e coperture, il senso di questi fogli: otto pagine che desiderano
informare segnalando alcuni libri e cercando di cogliere spunti di novità
culturali di cui eventualmente discutere, partendo sempre da iniziative
della casa editrice.
Proprio l’attenzione crescente dei lettori e degli addetti ai lavori ha
suggerito questo foglio come forma di risposta, da diffondere
periodicamente, accanto ad altri canali di dialogo: dalle tradizionali
lettere al telemarketing, al più tecnologico internet.
Navigando in Rete e imbattendosi nel nostro sito www.interlinea.com è
possibile leggere una semplice definizione del nome stesso dell’editrice.
Eccola: l’interlinea è lo spazio bianco tra due righe scritte o stampate
(e prende il nome dalla sottile lamina un tempo necessaria a distanziare
due righe di composizione a piombo). È uno spazio apparentemente vuoto e
inutile ma in verità necessario e ricco di pensieri suggeriti dal testo,
di pause necessarie alla lettura e di un chiarore che illumina e fa
risaltare il nero del testo, il significato di un romanzo, di uno studio,
di una poesia. Così all’inizio degli anni novanta un gruppo di giovani ha
creduto giusto cercare una via e un senso nello spazio lasciato bianco
nell’interlinea delle parole e dei titoli di tanti e grandi cataloghi
editoriali, riscoprendo autori italiani dell’800 e ’900, con inediti (da
Rebora a Montale, fino a Morselli...), avviando la prima collana
letteraria italiana legata al Natale (“Nativitas”: con Soldati, Chodasevic?,
Santucci, Agostino... e un premio letterario), offrendo uno spazio diverso
alla critica universitaria (partendo però dai maestri: Dionisotti, Maria
Corti...) e credendo al connubio tra letteratura e spiritualità (da Hesse
a Turoldo, senza facili buonismi ma scegliendo la crisi dell’uomo come
tema di una collana, "Passio"), infine offrendo servizi editoriali di
qualità a 360 gradi (dagli atti di convegni ai cataloghi d’arte, come il
recente L’Ambrosiana e Leonardo). Lasciando poi un piccolo spazio alla
letteratura per ragazzi (con quattro titoli di Rodari in catalogo e
contributi di Munari e Boero, tra gli altri).
Se la letteratura è una riscoperta di parole vecchie e al tempo stesso
nuove, ci piace pensare che da Novara sia salpato un piccolo vascello di
carta che non chiede altro se non di avere lettori che sappiano leggere la
verità di quelle parole vecchie e nuove ricercandole nell’interlinea delle
nostre pagine. Già, nell’interlinea...
Scrivevamo all’inizio che questo notiziario vuole essere una risposta: sì,
ad alcune domande di lettori interessati e curiosi. E che questa risposta
si trasformi in un dialogo.
Roberto Cicala,
editore di Interlinea
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In
occasione della recente Fiera del Libro è uscito il nuovo numero (38) di
"Autografo", la rivista di letteratura del Fondo Manoscritti
dell’Università di Pavia diretta da Maria Corti (fotografata qui a fianco
nello stand Interlinea).
Il fascicolo, molto corposo, è dedicato a La messinscena di scritto e
figurato con testi e disegni inediti di Alfonso Gatto, Franco Fortini, Giò
Ponti. Emilio Tadini si sofferma, tra l’altro, sul "gioco tra il senso
materiale delle figure dipinte e il significato immateriale delle parole
scritte". Nella sezione "Margini" della rivista viene proposta una nutrita
serie di recensioni. Intanto si annunciano le prossime uscite della
collana "Biblioteca di Autografo": La scrittura infinita di Alberto
Arbasino e, di seguito, Eugenio Montale. Poesia
travestita. |
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Amato
oppure detestato, sostenuto o criticato, atteso e poi magari snobbato.
L’appuntamento torinese di maggio con il libro (che in questo 1999 ha
subìto quasi una mutazione genetica, trasformandosi da "Salone", come si
chiamava, in "Fiera") è una sorta di Festival di Sanremo dell’editoria
libraria italiana. Tutti pronti a dirne ogni male possibile, ma poi guai a
non esserci e a mettersi in mostra.
Interlinea, anche quest’anno, c’era. Senza enfasi, senza pretese, ma con
l’intento fermo e risoluto di mettere in vetrina la propria produzione, di
presentare i propri autori e il proprio progetto culturale.
La kermesse del Lingotto ha tenuto a battesimo, innanzitutto, la nuova
collana "Biblioteca di narrativa", inaugurata da quattro titoli:
Éschaton di Luigi Santucci (vedi segnalazione nella pagina a fianco),
Un viaggio a Lourdes di Mario Soldati, Nando dell’Andromeda
di Dante Graziosi (in nuova edizione) e Tu, musica divina di
Massimo Vaggi.
In primo piano anche la saggistica letteraria, settore privilegiato da
Interlinea, in particolare con i due volumi Lo sguardo escluso di
Giorgio Bertone e Gli occhi della letteratura di Giusi Baldissone
(protagonisti anche del riuscito convegno di domenica 16 maggio su Gli
occhi della letteratura: quale paesaggio nei libri? con gli
interventi di Francesco Biamonti, Vincenzo Consolo, Maria Corti e
Gianluigi Beccaria), oltre al numero 38 della rivista "Autografo".
Per la collana "Passio" Interlinea ha puntato soprattutto su Aiutami a
morire di Paolo Barnard, presentato con successo dall’autore e dal
presidente nazionale della Lega per la lotta all’Aids Vittorio Agnoletto,
oltre che su Scrittori per Padre Pio curato da Antonio Motta e
Morte di un Nazareno di Ai Qing a cura di Anna Bujatti.
Freschi di stampa sono arrivati alla Fiera due volumi della collana
"Alia": Sapienza e vita quotidiana di Giannino Piana, con una
nota di Enzo Bianchi, e la ristampa di Nel rispetto di quei valori,
il libro dedicato alla figura di Giorgio Ambrosoli, ucciso da un sicario
di Sindona nel 1979.
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Prestigioso
riconoscimento internazionale per Lo sguardo escluso. L’idea
di paesaggio nella letteratura occidentale
(pp. 272, lire 40 000) di Giorgio Bertone: il volume di Interlinea ha
vinto infatti il premio "Hambury", promosso dal Grinzane Cavour in
collaborazione con la Regione Liguria.
La manifestazione, che prende il nome dal complesso naturalistico del
Ponente ligure (La Mortola - Ventimiglia) creato nel 1867 da Sir Thomas
Hambury, è finalizzata alla promozione della cultura del paesaggio e delle
bellezze naturali. Tra le sezioni del premio (tre in tutto), la prima è
dedicata appunto a "opere di narrativa o di creatività nelle quali
prevalga in modo determinante il sentimento dell’ambiente e della natura".
Tra i libri italiani e stranieri in concorso in questa sezione, la giuria
presieduta da Marella Agnelli e comprendente nomi di primo piano della
letteratura e del giornalismo letterario (tra gli altri Francesco
Biamonti, Paolo Mauri, Nico Orengo, Giuliano Soria) , ha scelto il volume
di Giorgio Bertone.
Dopo la 'vetrina' della Fiera del libro, dove il volume di Bertone insieme
a Gli occhi della letteratura di Giusi Baldissone era stato
protagonista di un affollatissimo convegno sul paesaggio nei libri, ecco
un riconoscimento di livello internazionale, che premia un lavoro dove la
profondità della riflessione critica e la qualità dello scrivere si
sposano in un testo di rara efficacia e originalità propositiva.
La premiazione ufficiale di Giorgio Bertone è in calendario il prossimo 3
luglio durante una cerimonia nella villa dei Giardini Hambury a
Ventimiglia.
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