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Libri sotto
l'albero con la collana "Nativitas"
Da diversi anni Interlinea dedica una propria collana alla ricerca di
testi antichi e moderni ispirati al Natale, tra letteratura e
spiritualità. È la collana "Nativitas", un vero e proprio caso editoriale
non solo italiano. La collana, infatti, non ha uguali nel panorama
letterario europeo, e per la casa editrice novarese rappresenta uno
straordinario fiore all'occhiello, con più di 60 000 copie vendute dei
ventiquattro titoli in catalogo.
Anche quest'anno Nativitas si arricchirà di altre piccole gemme, che
affiancano inediti a riscoperte, tradizione letteraria a spiritualità,
testi italiani ad opere internazionali, proponendo ancora una volta i
mille volti che il Natale può assumere. C'è, ad esempio, il Natale
simbolico di La ballata della bomba volante (titolo originale: The
Rhyme of the Flying Bomb) di Mervyn Peake, scritta nel 1962 e ora tradotta
per la prima volta in Italia da Alessandro Zaccuri, un testo in versi
ambientato in una Londra spettrale e martoriata dalle bombe V2. Un uomo,
un marinaio, cerca di mettere in salvo un neonato abbandonato il quale,
condotto in una chiesa come rifugio momentaneo, rivelerà doti profetiche.
C'è il Natale dello spirito cristiano, come quello di Piedini nudi,
la raccolta di memorie, riflessioni e poesie di Anna Maria Canopi, monaca
benedettina. E c'è il Natale inquietante di Dino Garrone, un Natale
diverso, laico, umanissimo e commovente, presentato da Marcello Veneziani
in Una notte di Natale, a cura di Rosa Dimichino. E ancora: il
Natale della memoria, passato attraverso le vite difficili della gente di
montagna, affidato alle pagine dense di immagini e colore di Benito Mazzi,
con Quando abbaiava la volpe. Infine il Natale "morale" di un
grande narratore anglosassone, Robert Louis Stevenson, riscoperto in una
nuova traduzione con Markheim. Anche nel Natale 2001 Interlinea
coltiva così, in compagnia di autori e testi sempre raffinati e di pregio
l'idea all'inizio dell'esperienza di "Nativitas". Un'idea semplice e
coinvolgente: il Natale è un patrimonio di tutti, al di là dell'età, delle
convinzioni religiose, delle latitudini. E questo patrimonio, con gli
innumerevoli echi che suscita nei cuori, può essere raccontato.
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Dopo
aver rallegrato la primavera e l'estate con il loro festoso cra-cra, le
Rane Interlinea tornano per Natale! Tornano con storie, colori, e con la
straordinaria carta ecologica ricavata dalle alghe della laguna di
Venezia. Tornano per dire che il Natale è anche fiaba e fantasia.
Proprio nel Natale 2001 si inaugura, infatti, la nuova serie di titoli di
letteratura per l'infanzia, che con il nome di "Le rane piccole"
ripropongono l'agile formato 12x16 già tradizionale in altre collane di
Interlinea.
La nuova serie affianca alcuni classici riproposti in una nuova veste a
qualche novità.
Il posto d'onore tra queste nuove uscite spetta alle splendide,
indimenticabili filastrocche del grande Gianni Rodari che riscaldano, con
Il mago di Natale, l'atmosfera della festa più bella dell'anno. Ed
è opera di Rodari anche Un giocattolo per Natale, una favola
struggente, ambientata in un'antica bottega di giocattoli romani: tra
fantasia e realtà, un piccolo libro da non perdere.
La festa di Natale è raccontata invece, nel delizioso L'abete di
Hans Christian Andersen, da un protagonista silenzioso, un abete destinato
a diventare albero di Natale.
Nelle pagine di Il colore del bambino di Maria Adele Garavaglia
l'atmosfera natalizia è legata a uno dei temi più vivi della società
multietnica: l'intolleranza razziale.
Ma il Natale è anche tradizione: il presepe, i personaggi delle leggende
legate al fatto della Nascita di Cristo; le antiche storie e leggende
della Natività sono reinterpretate e riscoperte da Anna Lavatelli in I
racconti dei re magi. E ancora la storia di un bimbo con un vuoto nel
cuore durante un Natale vissuto in una vallata alpina dai colori d'incanto
è il protagonista di Il sogno di Gibo, di Benito Mazzi.
L'ultimo titolo in uscita per il Natale 2001 è Come Caterina salvò
Babbo Natale, di Cecco Mariniello, testo vincitore del Premio "Storia
di Natale" 2001. Caterina era una bambina speciale: sapeva cucinare prima
di imparare il suo nome. E con l'arte della cucina salvò Babbo Natale.
Il Natale è quindi un'occasione in più per imparare a saltare... con le
Rane Interlinea.
Gianni Rodari, Il mago
di Natale, illustrazioni di Bruno Munari, pp. 24, lire 5800, euro 3.
Gianni Rodari, Un giocattolo per Natale, illustrazioni di Mauro
Maulini, pp. 40, lire 9600, euro 5.
Hans Christian Andersen, L'abete, illustrazioni di Antonio Ferrara,
pp. 32, lire 9600, euro 5.
Maria Adele Garavaglia, Il colore del bambino, illustrazioni di
Antonio Ferrara, pp. 32, lire 9600, euro 5.
Anna Lavatelli, I racconti dei re magi, illustrazioni di Adriana
Pedron Pulvirenti, pp. 32, lire 9600, euro 5.
Benito Mazzi, Il sogno di Gibo, illustrazioni di Nella Bosnia, pp.
32, lire 9600, euro 5.
Cecco Mariniello, Come Caterina salvò Babbo Natale, illustrazioni
dell'autore, pp. 32, lire 9600, euro 5.
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Cieli
attraversati dalle scie minacciose dei missili, veleni sparsi sul mondo
per uccidere, cronache quotidiane di bombe, attentati, omicidi. E di paura
che chiude lo stomaco, senza quasi lasciare spiragli alla speranza.
Che Natale sarà quello del 2001? Chi ha voglia di parlarne ora, in un
tempo di morte? E chi può sussurrare un desiderio, immaginare una stella,
sognare un gesto di tenerezza?
C'è un piccolo libro che in questi giorni difficili sa parlare della
tenerezza del Natale che si avvicina.
Si intitola Piedini nudi, ed è una raccolta di poesie e pensieri
sul mistero della vita che è racchiuso nel Natale. Un libro che Interlinea
ha mandato in libreria in queste settimane di fine ottobre nella propria
collana "Nativitas", da anni l'unico esempio in Europa di edizione
letteraria ispirata al Natale. Un libro gonfio di dolcezza e di serenità,
che parla al cuore di credenti e non credenti, di tutti coloro che sanno
ancora stupirsi davanti al miracolo di un bimbo e dei suoi "piedini nudi".
Un libro che ha dentro di sé una storia. Perché autrice del libro è una
monaca benedettina, madre Anna Maria Cànopi, abbadessa dal 1973 di un
monastero da
lei fondato e davvero unico: l'abbazia Mater Ecclesiae che sorge
sull'isola di San Giulio, un piccolo scoglio di roccia al centro di un
piccolissimo lago, il lago d'Orta (caro a Montale, a Nietzsche che vi
soggiornò e a Rodari che vi era nato, raccontato da Piero Chiara e cantato
da Robert Browning) in provincia di Novara.
Madre Cànopi, pavese di origine, ha da poco compiuto settant'anni, più di
metà dei quali trascorsi dietro la grata, prima nel monastero di Viboldone
in Lombardia e poi a San Giulio.
È una donna di non comuni doti intellettuali, amante dell'arte, della
poesia e della musica, dotata di squisita sensibilità letteraria che le
valse fin da giovanissima la stima e l'amicizia di Cesare Angelini.
Autrice di molti libri, sempre legati all'approfondimento della dimensione
di fede, ma sempre attraversati da una preziosa vena letteraria, collabora
con giornali e riviste ed è certamente in Italia una delle più conosciute
e stimate figure della Chiesa cattolica. Ne è la prova la chiamata da
parte del Papa a stendere il testo di una delle più intense edizioni della
Via Crucis del Colosseo, quella del 1993. Questo libro, però, ha un
fascino tutto particolare: se in tutti i suoi scritti la bellezza formale
è il rivestimento di quella spirituale, qui essa è particolarmente
evidente. È un libro, questo, nato e tessuto di puro silenzio, rivisto e
rielaborato nei rari momenti strappati al servizio abbaziale di carità, e
forse, proprio per questo, più sofferto e prezioso.
C'è, nelle pagine delicate di Madre Cànopi, molto della sua storia di
donna e di donna di fede. C'è uno scavare delicato nella memoria, per
risalire indietro, fino a un Natale lontano, un Natale dell'infanzia che
è, singolare coincidenza, un Natale di guerra, quello del 1940. "Da sei
mesi" scrive madre Cànopi "era scoppiata la seconda guerra mondiale.
"Verrà ugualmente il bambino?" ci si domandava. [...]
Da circa sei mesi era nato anche l'ultimo fratellino, l'ottavo! Non
eravamo andati alla messa di mezzanotte, ma a quella del giorno di Natale,
la "messa grande". C'erano meno uomini perché molti erano già partiti per
la guerra. Mi sembrava strano cantare - come sempre - la bontà, la pace e
la gioia del Natale sapendo che intanto c'era la guerra e gli uomini si
odiavano e si uccidevano a vicenda".
Anche quello del 2001 sarà, con ogni probabilità, un Natale di guerra. Le
pagine di madre Anna Maria Cànopi potranno accompagnarci come per mano
alla ricerca (come scrive Gianfranco Ravasi nella sua presentazione)
"nella palude che è la nostra memoria del passato" di una "oasi intatta e
sempre verde: il Natale dell'infanzia". Che sopravvive con la sua
tenerezza anche alle guerre del cuore e a quelle dei missili.
Anna Maria Cànopi,
Piedini nudi. Ricordi e canti sul mistero del Natale, pp. 56, lire 10
000, euro 5,16.
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Nel 1937 Lichacev con la
moglie Zina, in attesa delle due gemelle che sarebbero nate di lì a poco,
andò a trascorrere le vacanze a Novgorod. Lunghe passeggiate la mattina
presto o verso il tramonto, un binocolo per ammirare i dettagli dei
campanili e delle cupole di chiese e monasteri, innumerevoli, e un
taccuino dell'Accademia delle Scienze di Leningrado su cui fermare qualche
dettaglio. Da quelle emozioni scaturirono i disegni inediti di questo
libro, tanto più preziosi perché molti di quei monumenti dell'arte e della
religiosità russa andarono distrutti durante l'avanzata tedesca nel 1939.
E ancora più preziosi perché testimoniano un raffinato talento di
disegnatore nel grande studioso di antichità russe. D.S. Lichacev
filologo, medievista, storico della letteratura e dell'arte, custode
appassionato del patrimonio culturale del suo paese, è una delle grandi
personalità russe del Novecento.
Dmitrij Sergeevic
Lichacev, Il silenzio del Nord, a cura di Anna Raffetto, pp. 96,
lire 18 000, euro 9,30 |