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I libri
Interlinea per chi non vede
Per non vedenti e ipovedenti
volumi con file su cd allegato
Un progetto per la promozione alla lettura delle
fasce più deboli
con l'Istituto Cavazza e l'Associazione Scrittori di Bologna
La
casa
editrice Interlinea di Novara avvia un progetto per favorire la lettura di
chi non vede, in collaborazione con
l’Istituto Cavazza di Bologna e con l’Associazione Scrittori di Bologna.
Come si legge nell’“Appello per il diritto alla lettura” promosso da
questi enti, «Le persone non vedenti, infatti, risultano ancora oggi
impedite o gravemente ostacolate nel libero e pieno esercizio di questo
diritto soggettivo, a causa della loro impossibilità di vedere
direttamente la parola scritta. La parola di carta è
oggi quasi sempre figlia diretta della
parola digitale, generata da un processo di stampa
che trae origine da un file leggibile e
utilizzabile su un comune personal computer. Grazie a quel file per i non
vedenti si possono finalmente rimuovere gli ostacoli che pregiudicano
l'accesso alla lettura indipendente, poiché la parola digitale può essere
letta con voce sintetizzata o commutata in forma tattile e codificata nel
sistema braille».
L’iniziativa di Interlinea offre ai lettori non vedenti e ipovedenti che
ne fanno richiesta (producendo la documentazione che comprova la
minorazione visiva a norma di legge) la versione digitale della
maggioranza delle opere del proprio catalogo.
I file, che vengono forniti su dischetto o e-mail in formato accessibile (.doc,
.txt o .pdf) adatto ai programmi di sintesi e lettura vocale, possono
essere acquistati direttamente presso l’editore unitamente al libro
cartaceo, senza l’applicazione di alcun sovrapprezzo. Si tratta perciò di
un’azione a carico dell’editore, che s’impegna però a segnalare quali
opere presentano problemi di lettura nel formato di solo testo digitale a
causa della presenza di immagini, grafici o tabelle la cui visione è
determinante per la comprensione del testo. Tali opere (scientifiche o
d’arte) non sono infatti completamente fruibili da parte dei minorati
della vista ed è una forma di correttezza offrire al potenziale lettore
tutti gli elementi per decidere o meno l’acquisto.
È possibile effettuare
l’acquisto dei “libri Interlinea per chi non vede” tramite un semplice
ordine telefonico (0321 612571) o e-mail (ordini@interlinea.com;
www.interlinea.com).

Come
leggono e scrivono le persone non vedenti
Un po’ di
storia
Fin
dalla seconda metà del sedicesimo secolo si ha notizia di tentativi di
escogitare un sistema che consentisse ai ciechi di leggere e scrivere. Il
primo tentativo sistematico di uso di un alfabeto tattile si ebbe a
Parigi verso il 1780 quando Valentin Haouy mise a punto un metodo per
tracciare lettere in rilievo su fogli di cartoncino, servendosi di una
penna che aveva come punta una rotellina dentellata. William Moon, nel
1845 ideò un sistema di lettura tattile basato sulla rappresentazione in
rilievo delle normali lettere dell’alfabeto, ma modificate e semplificate
per consentirne una migliore percezione. In pratica, otto lettere
rimanevano identiche; quattordici risultavano parzialmente modificate,
mentre cinque erano totalmente ridisegnate.
Il
vero precursore dell’alfabeto Braille fu Charles Barbier, un capitano di
artiglieria dell’esercito napoleonico il quale intuì che il tatto
percepisce molto meglio i punti piuttosto che le linee. Egli realizzò
un sistema chiamato “scrittura notturna” che doveva servire per
comunicazioni cifrate e segrete tra i militari. Il sistema si diffuse
invece tra i ragazzi ciechi dell’istituto di Parigi, frequentato all’epoca
anche da Louis Braille, il quale seppe modellare l’alfabeto di
Barbier alle capacità del tatto, basandosi soprattutto sulla propria
esperienza diretta. Eliminò tutti gli inconvenienti del vecchio metodo,
ridusse le dimensioni delle lettere, definì un ordine logico-sistematico,
dando così vita al famoso metodo Braille, basato su sei puntini, così come
è arrivato fino a noi.
Il primo libro in Braille fu pubblicato a Parigi nel 1829 e aprì a
migliaia e migliaia di persone nel mondo la via dell’istruzione e
dell’integrazione sociale. Le diverse combinazioni possibili dei sei
puntini che formano il singolo carattere Braille sono sessantatré (più il
carattere vuoto) e con questi segni Louis Braille costruì un sistema
completo per l’alfabeto, la punteggiatura, la matematica e la notazione
musicale.
Con l’avvento del computer e dell’informatica sono stati realizzati nuovi
strumenti elettronici di lettura, i display Braille per pc che
usano un sistema esteso a otto punti al posto dei tradizionali segni a sei
punti e che hanno affiancato i vecchi strumenti come la tavoletta e il
punteruolo e la dattilobraille.
L’uso del
computer per i non vedenti: i tre metodi
Anche
le persone non vedenti e ipovedenti oggi fanno largo uso del computer. Per
scrivere si servono solitamente della normale tastiera che risulta di
semplice impiego. Si ricordi infatti che la macchina da scrivere, regina
dell’ufficio per decenni in tutto il mondo, è stata inventata da una
persona non vedente, Foucalut, coetaneo di Louis Braille. Per leggere
invece, si ricorre a uno dei seguenti metodi:
–
display Braille;
–
sintesi vocale;
–
ingranditore di testo.
Il
display Braille viene adoperato soprattutto da persone non vedenti che
hanno avuto modo di imparare il Braille da giovani, i quali si servono, a
volte, anche della stampante Braille per produrre testi su carta.
La
sintesi vocale viene impiegata dalla maggioranza dei ciechi, i quali
purtroppo non sono in grado di usare il Braille, soprattutto perché hanno
perduto la vista in età adulta.
L’ingranditore di testo serve alle persone ipovedenti che riescono così a
utilizzare il proprio residuo visivo, per quanto scarso, grazie alla
possibilità di leggere i caratteri in modo ingrandito.
Fernando Torrente
Istituto Cavazza di Bologna
partner del progetto “Libri per chi non legge”
della casa editrice Interlinea con l’Associazione Scrittori di Bologna |