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Achille
Giovanni Cagna - Giovanni Faldella È stato Gianfranco Contini, forse il maggior critico e filologo italiano del Novecento, a illuminare nella magistrale introduzione ai Racconti della Scapigliatura piemontese il sodalizio letterario tra il “maestro” Giovanni Faldella e il “discepolo” Achille Giovanni Cagna. L’edizione del semisecolare carteggio (1876-1927) intercorso tra i due scrittori documenta l’importanza di un rapporto di amicizia sempre vivo che non solo chiarisce molte vicende storico-politiche e culturali del periodo, ma entra nel merito delle scelte letterarie e del laboratorio della scrittura dei due, sostenitori dello sperimentalismo espressivo contro l’esigenza di normalizzazione della lingua letteraria operata da autori come Manzoni e De Amicis. Un prezioso documento tra letteratura e politica ma anche il racconto di una grande amicizia. |
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| GLI AUTORI | ||
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Giovanni Faldella (Saluggia
1846-Vercelli 1928), laureato in legge, passò dall’avvocatura all’attività
giornalistica e quindi alla politica. Nel 1881 entrò alla Camera e nel
1896 fu eletto senatore. Il suo valore letterario è in un uso della lingua
estroso e antimanzoniano, che imprime all’opera una notevole carica
deformante e ironica. Il capolavoro Figurine (1875) è stato riproposto da
Interlinea, che ha in catalogo anche il suo Verbanine. |
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