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Paolo Pomati Un giovane seminarista nell’Irlanda di oggi; un cantante rock sulla strada di Santiago de Compostela; un assicuratore gay in chat da Lisbona con un cuoco milanese; un professore universitario di letteratura greca sulle tracce di un amico tra Danzica e Berlino; una bibliotecaria che tenta di cancellare un passato di prostituzione. Sono alcuni dei protagonisti sulle strade dell’Europa nei racconti di passione di questo libro: potrebbero perdersi per sempre ma non lo fanno. Il loro tormento si intreccia simbolicamente con le “macchine”, statue che rappresentano i momenti cruciali della Passione di Cristo portate in processione ancora oggi, dopo quasi tre secoli, nella città di Vercelli il venerdì Santo. È questa la cornice storica settecentesca dei racconti di Paolo Pomati, che vogliono provocare il lettore, anche riproducendo il linguaggio giovanile parlato di oggi: una città affollata di pellegrini e viandanti, osti e prostitute. “I personaggi di Paolo Pomati sanno nella paura. Ed è dalla forza di attraversarla che ottengono una duplice vittoria, sulla paura e su se stessi, lasciando improvvisamente soffiare qualcosa di antico, qualcosa di eterno, sulle loro vite distratte” (dalla presentazione di Laura Bosio). |
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| L'AUTORE |
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Paolo
Pomati (Vercelli 1965), giornalista, direttore di due testate, è
responsabile della comunicazione dell’Università del Piemonte Orientale.
Autore di saggi, articoli, recensioni, guide, libri di arte, storia e
turismo. È alla sua prima esperienza narrativa. |
| LEGGI UN BRANO DEL LIBRO |
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Marcel de Lubac si presentò a casa
del conte Alciati abbigliato come se stesse andando al ballo mascherato di
Versailles. Aveva un mantello che strusciava il pavimento, dello stesso
tessuto nero e lucido della giacca e l’aveva abbottonato in modo da
lasciare intravedere i jabot rialzati, anche perché le asole erano un
unico ricamo di seta con qualche intarsio d’oro. |
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